Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.
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Quesito
Salve padre Angelo
chi le scrive è un ragazzo di 21 anni che sta avendo un problema di comprensione della religione cristiana.
Nel web ho letto le parole di San Paolo, in Galati sul camminare secondo la carne o secondo lo Spirito.
Che cosa significa che, se cammino secondo la carne muoio? Significa che l’anima si separa già dal corpo in vita o che muore la mia anima o il mio spirito?
Camminare secondo lo Spirito ci conduce alla vita, quale Spirito? Se si muore camminando nella carne, si può rinascere?
Mi scusi per la mia ignoranza, ma questo argomento mi spaventa, spero che mi possa spiegare bene il significato di queste parole con la sua conoscenza in materia di fede.
Cordiali saluti e auguri di buone feste
Mauro
Risposta del sacerdote
Caro Mauro,
1. in San Paolo ricorrono spesso le espressioni “camminare secondo la carne” e “secondo lo spirito”, come ad esempio: “Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale” (Rm 8,5). E “se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete” (Rm 8,13).
2. Che cosa intende San Paolo per carne?
Si tratta di un termine con un significato ampio. Talvolta viene inteso in senso positivo come sinonimo di natura umana e per questo San Paolo scrive: “Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne” (Rm 9,3) e “a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne” (Rm 9,5) .
3. Molto più frequentemente “carne” è inteso in senso negativo ed è sinonimo di ogni peccato come si evince da questo testo paolino: “Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio” (Gal 5,19-21).
4. “Spirito” molto spesso è sinonimo della grazia e della vita di coloro che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio.
Gli effetti di questa guida sono quelli menzionati in Galati 5,22: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”.
5. L’anima è quella realtà che dà la vita al corpo.
Pertanto, se si pecca, l’anima non si separa dal corpo, a meno che non si tratti di peccati che equivalgono al suicidio. Ma in genere non è così.
6. Se si pecca, si perde invece la grazia che è quel germe di vita soprannaturale che ci tiene uniti a Dio e rende Dio presente personalmente dentro di noi.
In questo senso chi pecca muore: muore alla vita soprannaturale della grazia.
E, se non si ravvede attraverso il pentimento e la confessione sacramentale (ecco la rinascita), cammina verso la morte eterna e cioè l’inferno.
7. Camminare secondo lo spirito significa conservare la grazia e seguire i comandamenti di Dio. In altre parole, fa vivere in comunione con Dio e conduce alla vita eterna, al paradiso.
Con l’augurio tu viva sempre secondo lo spirito ed incrementi il buon capitale per la vita eterna (cfr. 1 Tm 6,19), ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

