Che cosa posso fare per molti miei amici e parenti atei perché si poss…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buongiorno caro padre,
volevo avere piccolo chiarimento da lei riguardo le anime degli atei. Io sono credente e recito il rosario ogni sera e mi capita di dirlo varie volte a settimana per le anime del Purgatorio, perché so che un giorno ci finirò anche io e avrò bisogno del supporto delle preghiere altrui.
Volevo però sapere se posso fare qualcosa anche per salvare le anime dell’inferno, o meglio, che ancora non sono entrate all’inferno ma che, a causa del loro ateismo, ci entreranno al sicuro. Io padre ho molti amici e anche parenti atei, che prendono per barzellette il vangelo e la sacra bibbia e bestemmiano, nonostante io provi a fargli capire il male che questi gesti comportano loro non mi prendono sul serio e se la ridono.
Padre, posso pregare o fare sacrifici per le loro anime e salvarle? Se sì, in che modo? Mi dispiace sapere che un giorno loro andranno nel fuoco eterno e non potrò più vederli, certo, forse potrei andarci anche io, questo non posso saperlo perché solo l’Onnipotente sa se la nostra anima è degna di stare con lui, però loro hanno molte più possibilità di essere condannati e questo mi fa stare male.
Mi faccia sapere se esistono preghiere o sacrifici per provare a limitare i loro danni.
Grazie e dirò preghiere anche per lei.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. secondo San Giovanni Bosco il segno più bello che noi siamo amici del Signore è il desiderio della salvezza eterna del nostro prossimo.
Desiderare la salvezza eterna per il nostro prossimo è l’atto più grande di carità perché al nostro prossimo non desideriamo soltanto qualche bene, pure importante, ma il bene più grande in assoluto: Dio stesso.

2. E poiché la carità è una virtù teologale (e pertanto è una virtù infusa da Dio nel nostro cuore) dobbiamo essere certi che questa sollecitudine per la salvezza del nostro prossimo è un dono squisito che Dio ti ha fatto.
Conservalo gelosamente e incrementalo.

3. Mi compiaccio del Santo Rosario che reciti ogni giorno e del fatto che più volte alla settimana lo applichi alle anime del Purgatorio.
Gesù ha detto: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7).
Quanto vai facendo per le anime del Purgatorio è la cosa più bella perché tu possa meritare di essere aiutato a tua volta per la tua ultima e definitiva purificazione prima di incontrare Dio e di godere della sua visione beatifica.
Ne godrai insieme con loro che già fin d’ora ricambiano generosamente quanto fai per loro.

4. Veniamo adesso alla dolorosa situazione in cui si trovano molti tuoi parenti e amici che prendono per barzellette ciò che ha detto il Signore e anche ciò che tu dici loro.
Santa Teresa d’Avila dice che le anime in peccato mortale vivono in tenebre di cui non c’è paragone su questa terra: “Non vi sono tenebre così folte nei così tanto tetre e buie che non ne siano superate e di molto” (Castello interiore, capitolo 2,1).
I tuoi amici e parenti atei si trovano in una condizione simile a quella di un cieco nato che si mette a prendere per barzellette tutto ciò che non riesce a vedere.
È il colmo della sventura.

5. Senza metterci al posto di Dio e giudicare le anime, tuttavia non possiamo dimenticare quello che dice lo Spirito Santo: “Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 1,6).
Come pure: “Infatti l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute.
Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa” (Rm 1,18-20).

6. Che cosa puoi fare per loro?
Da un punto di vista umano puoi fare nulla perché pur vedendo non vedono e pur sentendo non intendono (cfr. Mt 13,13).
Invece puoi fare molto sotto un profilo soprannaturale.
Tornano a proposito le parole di santa Teresa di Gesù bambino: “Ah, preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Gesù mi ha date, toccano le anime ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso” (Storia di un’anima, 315).
Tra i sacrifici è necessario menzionare il massimo dei sacrifici, perché è il Sacrificio perfetto a Dio gradito, ed è la Santa Messa.

7. Per questo, se ne hai la possibilità, vai a Messa tutti i giorni e offri il sacrificio di Gesù Cristo per la loro illuminazione e la loro conversione.
Qualche volta fai addirittura celebrare una Santa Messa per loro.
Santa Teresa di Gesù bambino era ancora ragazza quando venne a sapere di un condannato a morte che lasciava presagire di morire impenitente. Allora mise mano ai suoi risparmi e fece celebrare una Santa Messa chiedendo al Signore di darle un segno quel condannato si era pentito prima dell’esecuzione capitale.
Alla celebrazione della Messa aggiunse tante pratiche e cioè tanti piccoli sacrifici personali.
Il Signore le diede la consolazione di venire a sapere che quel tale, prima di posare a terra la testa perché gli venisse mozzata, si avvicinò al sacerdote che teneva in mano il crocifisso e gli baciò per tre volte le piaghe.

8. Accanto al Sacrificio ci sono anche le preghiere.
Tra di esse primeggia il Santo Rosario. Questo già lo fai.
Potresti aggiungere in qualche giorno alla settimana (magari il sabato in onore di Maria) le litanie domenicane, che si sono manifestate fin dall’inizio particolarmente potenti. Le puoi scaricare dal nostro sito.
In un altro giorno potresti aggiungervi la coroncina della divina misericordia, anche questa assai efficace.

9. Forse il Signore non ti esaudirà subito, ma vorrà tenerti allenato e costante nella preghiera e nell’offerta di te stesso. 
Ma mentre così provvede alla tua santificazione e all’incremento della tua gloria eterna nel paradiso, nello stesso tempo ti assicura che “molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza” (Gc 5,16).

Alla tua preghiera volentieri unisco la mia. Già questa sera ricorderò i tuoi molti amici e parenti atei alla misericordia del Signore.
Ti benedico, ti ringrazio della preghiera per me e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.