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Blog – Papa Francesco, negli Emirati come San Francesco

Guardo con speranza allo storico viaggio di Francesco ad Abu Dhabi. Storico perché per la prima volta un Papa va negli Emirati Arabi. Il filo rosso del viaggio è la pace. Si cerca di mettere all’angolo ogni tipo di fondamentalismo, a partire da quello musulmano, e di intercettare gli elementi di pace presenti in ogni credo religioso.
Tra le altre cose lunedì prossimo, 4 febbraio, cioè domani, il Papa parteciperà all’incontro intereligioso sulla “Fratellanza umana” con 700 leader religiosi, e lì terrà un importante discorso attorno all’idea che “la fede in Dio unisce e non divide, avvicina pur nella distinzione, allontana dall’ostilità e dall’avversione”.
All’interno della Chiesa non mancano le critiche a questo viaggio. C’è chi vorrebbe che il Papa non lo facesse perché rischia di far credere che la nostra sia una religione come tutte le altre; c’è chi vorrebbe che Francesco non andasse perché quello è un paese dove la libertà d’espressione e d’associazione è gravemente osteggiata, le donne sono discriminate dalla legge e nella prassi, esiste la tortura nelle carceri e così via.
Proprio nel giorno di domani l’intera Chiesa leggerà nel vangelo della Messa della feria l’episodio in cui Gesù libera un uomo posseduto da spirito impuro e che si aggirava, solo e isolato da tutti, tra i sepolcri (Mc 5, 1,20). Lazzaro viene incontro a Gesù dal sepolcro chiamato dall’affetto dei suoi cari e dalla commozione di Cristo fondata su una profonda amicizia umana (cfr. Gv 11); così anche quell’uomo viene a Gesù dai sepolcri dove viveva, senza più dominio di sé, isolato dal mondo, solo perché posseduto, chiamato dall’amore di Gesù. Cristo va incontro a lui trattandolo da amico come ha fatto con Lazzaro, non da nemico. Anche per quell’uomo c’è il miracolo di Cristo che prende su di sé la sorte di solitudine e d’incomprensione che prima aveva tormentato quell’uomo.
Papa Francesco compie questo viaggio a favore della pace nel mondo nell’anniversario dell’incontro avvenuto 800 anni fa tra San Francesco e il Sultano Malik al Kamil, avvenuto a Damietta, in Egitto, nel 1219.
In un momento di politica urlata e di fondamentalismo, Francesco risponde come servo di Gesù: si fa mandare lontano per poi tornare nel cuore di Cristo e da lì portare di nuovo quella gioia lontano, per comunicare la gioia dell’amore ricevuto.


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Info autore: Mauro Leonardi

Mauro Leonardi
Prete, blogger e scrittore

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