Blog – Gigi e Kobe Bryant: l’amore tra un padre e la figlia

FA E D A CAC

La tragedia della morte di Kobe Bryant insieme ad altre otto persone tra cui la figlia Gianna Maria, porta alla luce tutto il bello e il buono della vita privata di questo campione.
Proprio il rapporto tra lui e Gigi (così la soprannominava) mi ha commosso fino alle lacrime. Due fotogrammi mi rimarranno per un bel po’ impressi nella memoria.
Nel primo, Bryant faceva un canestro meraviglioso e, mentre il palazzetto esplodeva in una ovazione, gli occhi del papà erano tutti solo per corrispondere allo sguardo della figlia che, sorniona, gli sorrideva dagli spalti. In un attimo si capiva come, anche in mezzo alla folla, esistevano solo l’uno per l’altra. C’erano situazioni dove il campione Bryant guardava la figlia con la dolcezza di un papà e la saggezza di un maestro. Allora Kobe era un padre che non voleva perdere l’occasione di trasmettere a My Gigi la sua esperienza su schemi e giocate, con lo sguardo sempre pieno di amore e di orgoglio di chi vede la figlia diventare, liberamente, sempre più simile a lui: non solo con lo stesso amore per il basket ma con lo stesso amore per il basket che Kobe aveva imparato dal padre, cioè dal nonno di Gigi.
Nel secondo Kobe allena la figlia Gigi ad “uscire” da una marcatura asfissiante: lei si libera e fa canestro. Questi due momenti usano il linguaggio del basket ma parlano della dinamica essenziale del rapporto padre figlio: un po’ come quando il papà porta a scuola il figlio e gli preconizza l’andamento e l’esito dell’esame visto che, i giorni precedenti lo aveva “allenato” interrogandolo con domande esigenti che avevano lo scopo non di scoraggiarlo ma, facendolo uscire vincente, di dargli più forza.
Faccio esempi in cui non distinguo tra maschile e femminile perché, proprio nel caso di Kobe e la figlia quella differenza non esisteva (o per lo meno non era significativa). Tanto è vero che, quando gli amici dicevano a Kobe, “sarebbe bello tu avessi un figlio maschio per portare avanti la tua eredità” la figlia Giana li guardava dritto negli occhi e diceva “tranquilli, ci penso io”.
Gigi è morta con il papà proprio per quell’amore, perché era stato quell’amore a spingere Bryant a creare la Mamba Academy, dove lui allenava assieme i campioni del domani e dove si stavano recando con quel maledetto elicottero.

P.S. non trovo più il video con il primo sguardo che ho descritto: chi lo trovasse può segnalarmi qui sotto il link? grazie!!



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