Beato chi crede (II)

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Partendo, quindi, dal presupposto che nel dubbio sia meglio credere che non credere e supportati anche dalla certezza che colui che non crede in nulla, prima o poi – come affermato argutamente da Gilbert Keith Chestertonfinisce col credere veramente a tutte le scempiaggini che affollano questo strano pianeta, a noi credenti non rimane che entusiasmarci per il fatto che la scoperta della Fede in Cristo Gesù è quanto di meglio possa capitare nella vita di un essere pensante. E non è solo un dogma di fede quello che spinge il Cristiano (Cattolico) a lasciare “le cose del mondo” per seguire un Uomo il Quale – dopo circa 2000 anni – ancora traccia la Via al Paradiso, in terra ed in Cielo. E senza chiedere nulla in cambio se non il nostro amore e la nostra fiducia in Lui.

Ogni tanto mi capita di fare una “nuotatina” in siti dove l’ateismo è la parola d’ordine e dove chi teme di veder ferita la propria sensibilità religiosa è meglio che non entri proprio.

Mi guardo bene – però – dal partecipare alle discussioni: preferisco leggere gli interventi e cercare di comprendere qual sia il motivo di tanto odio verso i credenti.

Spesso sono storie personali, che nulla hanno a che vedere con la fede. Spesso, persone ferite dai comportamenti sbagliati di qualcuno in cui riponevano la loro fiducia le hanno spinte a “gettar via il bambino con l’acqua sporca”. Questo è comprensibile, ma non accettabile.

Da credente e Cristiana convinta, non posso pensare che a causa di un errore umano – siamo tutti esseri umani, tutti possiamo sbagliare anche coloro che dovrebbero vigilare di più sul proprio ed altrui comportamento – ci si possa privare del Bene della Fede, senza il quale la vita diventa un lento morire. Sarebbe come dire aboliamo tutti i voli perché un aeroplano, un giorno, è caduto nell’oceano a causa di un colpo di sonno del pilota. Oppure aboliamo la chirurgia perché un uomo, un giorno, è morto sotto i ferri per colpa della distrazione del chirurgo che lo stava operando. A me sembra pura follia.

Tutti abbiamo ferite ancora aperte, pochi però vogliono morire per non soffrire più (per fortuna).

Uno dei motivi principali per cui si “smette” di credere in Dio (manco fosse un vizio) è quello causato da ciò che – molto sbrigativamente – chiamiamo “ragione“.

Molti credono che la ragione, il raziocinio, consista nel vedere il mondo come un “prodottodell’evoluzione umana, se per mondo si intende ciò che l’essere umano ha conquistato nel corso dei secoli. Altri si lasciano affascinare da un certo tipo di intellettualismo ateo, ma solo perché i suoi esponenti sono – magari – giornalisti affermati o uomini di successo. Questo è il problema dell’idolatria, uno dei mali che da sempre affligge l’umanità.

La stragrande maggioranza però teme il confronto con Dio. Ha paura del Suo Giudizio perché non Lo conosce, ovvero conosce solo quello che superficialmente ha imparato dalle persone sbagliate.

Quant’è difficile insegnare ad amare Dio! E’ difficile perché presuppone una sensibilità verso l’altro che non tutti hanno. Chiunque può salire su un panchetto e cominciare ad arringare la folla verso questa o quell’altra ideologia religiosa. Pensiamo alle ultime vicende, che hanno visto occidentali rinnegare la loro Fede Cristiana per abbracciare altre fedi – con tutto il rispetto per il dialogo fra le diverse religioni – a volte con esiti drammatici perché, e questo va ribadito, il significato di religione viene completamente stravolto.

Chiunque, ripeto, può insegnare religione ma pochi, pochissimi possono veramente insegnare ad amare il Signore. Gesù questo lo ha sempre detto:

(Mt. 24, 11 -13) 11 Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; 12 per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.

A questo punto una domanda sorge spontanea: “ma con queste premesse, come si fa a credere? A chi ci si deve affidare per credere?”

Chi si avvicina, forse per la prima volta, alla Fede Cristiana (Cattolica) lo fa essenzialmente perché è stanco di cercare e di non trovare e “sente” che in Cristo può esserci quella risposta alle domande che lo martellano.

Quella sensazione di giustizia, di equità e di bellezza che il Cristianesimo diffonde intorno a sé (al di là di tutte le polemiche di questi ultimi tempi) non è solo il motivo per cui molti, in ultima istanza, si rivolgono a Gesù Cristo. L’idea – peraltro legittima – che esista qualcosa al di là della ragione e che questo qualcosa non ponga limiti all’Essere se non quelli che Dio ha stabilito affinché l’uomo cresca in armonia e Grazia nel Suo Amore, è sicuramente affascinante e coinvolgente. Non si può – da cercatori e studiosi del Pensiero Cristiano – rimanere indifferenti dinanzi a tanta struggente bellezza. Basterebbe leggere qualcosa di Santa Caterina da Siena o di Santa Teresa d’Avila, di Sant’Agostino o di San Tommaso d’Aquino per capire in cosa consiste la Grandezza di Dio e in cosa questa Grandezza ci accoglie e ci contempla.

A proposito. Avrete notato che, spesso, ho associato il termine “Cattolico” in riferimento al Cristianesimo. Molti sapranno che con Cattolicesimo si intende l’Universalità della religione Cristiana, per cui il Vangelo viene annunciato a tutti, nessuno escluso.

(Mt. 16, 15-19) 15 Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18 E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

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Informazioni su Maria Cristina Pezzuti 38 Articoli
All'alba dei trent'anni mi accorsi che la mia vita era un abisso di nullità... ho chiesto aiuto a Gesù e da quel giorno la mia vita è cambiata, lentamente ma progressivamente ho compreso il valore dei Sacramenti, della preghiera e della testimonianza. Soprattutto ho compreso quanto sia importante testimoniare la propria Fede affinchè altri possano sentirsi meno soli.