Alcune domande sulle locuzioni interiori, se siano chiare, se lascino …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Salve padre,
volevo chiederle un chiarimento riguardo le locuzioni interiori, questi fenomeni rari.
Quando nel caso una locuzione viene dall’alto è sempre chiara nel messaggio che intende esprimere con parole.
Inoltre se ne comprende subito chiaramente il significato?
E, soprattutto, può lasciare inquietudine e far preoccupare di qualcosa? 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. le locuzioni, che qualcuno chiama anche parole soprannaturali, sono manifestazioni del pensiero di Dio.

2. Si tratta di parole che se vengono sentite dall’udito sono chiamate locuzioni auricolari.
Se si tratta di parole udite nei sensi interni, si parla di locuzioni o parole immaginative. Corrispondono a quelle che tu chiamilocuzioni interiori.

3. Tralasciamo un’altra tipologia di locuzioni interiori, dette intellettuali. Si tratta di parole che vengono udite solo dall’intelletto senza la mediazione dei sensi.
In altre parole non vengono sentite. Ma tralasciamo questo discorso che appartiene all’alta mistica. 

4. Come si è detto, le locuzioni auricolari sono quelle che risuonano agli orecchi del corpo.
Si tratta di “vibrazioni miracolosamente formate nell’aria per il ministero di angeli”.
A volte sembrano uscire dalle visioni corporali, da un’immagine, dall’Eucaristia o da altri oggetti di cui Dio si serve per istruirci.
Vi sono numerosi esempi di queste locuzioni nella Scrittura e nella vita dei Santi.
Sono classiche quelle intese da Adamo ed Eva (Gn 3,9), da Agar, madre di Ismaele e serva di Abramo (Gn 2,14-19), da Samuele (1 Sam 3,4ss), da Zaccaria e da Maria (Lc 1,11-20.26-38).

5. Le locuzioni auricolari, al pari delle visioni corporali, sono soggette – col permesso divino – a illusione. In altre parole, possono essere prodotte dal demonio.

6. Le locuzioni immaginative o interiori si fanno intendere nell’immaginazione sia nello stato di veglia sia durante il sonno.

7. A proposito di queste, dice Santa Teresa d’Avila: “Queste parole sono perfettamente distinte, ma non si odono con gli orecchi del corpo. Tuttavia l’anima le intende in modo molto più chiaro che se le giungessero dai sensi.
Si avrebbe un bel resistere per non intenderle, ma ogni sforzo sarebbe inutile … La parola di Dio si impone e doma ogni resistenza… Le parole sono pronunziate da una voce così chiara che non si perde sillaba di ciò che si dice; e a volte si fanno udire in un tempo in cui l’anima è così turbata e la sua mente così distratta che non potrebbe formare un solo pensiero ragionevole” (Autobiografia, c. 25,1).
Pertanto sono nitidissime e non sono soggette a confusione.

8. Santa Teresa indica parecchi segni per distinguere le parole della nostra mente da quelle immaginarie divine: “Il più evidente di tutti è che le parole che vengono dalla mente non producono alcun effetto, mentre quelle che vengono da Dio sono parole e opere nel medesimo tempo.
Perciò, anche quand’egli le proferisce… semplicemente per riprenderci delle nostre mancanze, fin dalla prima volta cambia subitaneamente la disposizione dell’anima nostra; la rende capace di tutto intraprendere per il suo servizio; l’intenerisce, l’illumina, infonde in lei la gioia e la pace… 
Questo gran Dio si compiace di farle così comprendere che egli è onnipotente, e che le sue parole sono opere” (Ib., 3).

9. Inoltre le locuzioni interiori non si dimenticano facilmente.
Scrive ancora Santa Teresa d’Avila: “Mentre le parole che vengono dal nostro spirito passano e si dimenticano, il Signore imprime le sue nella nostra memoria in modo tale che non si possono più cancellare” (Ib., 7).

10. Santa Teresa indica anche diversi segni per distinguere le parole che vengono da noi da quelle che vengono da Dio: “Le parole provenienti da noi non producono alcun effetto: anzi, l’anima non le accetta neppure, mentre se vengono da Dio è come obbligata ad accettarle, anche se non vuole” (Ib., 6).
“Perciò ripeto che non mi sembra possibile che un’anima possa ingannarsi e affermare di udire quando non è vero” (Ib., 8).

11. Infine “quando sono dal demonio, non solo non lascia mai buoni effetti, ma ne producono di cattivi. Io le ho udite non più di due o tre volte, ma il Signore mi ha sempre fatto capire di chi erano.
Oltre che una grande aridità l’anima prova un’inquietudine simile a quella che io ho provato molte volte quando il Signore permetteva che fossi tra grandi tentazioni e pene di spirito di diverso genere: inquietudine che mi tormenta spesso e che non so da dove venga”(Ib., 10).  
“Le parole del demonio non apportano alcuna tenerezza, ma disgusto e spavento” (Ib., 12).

12. I criteri di Santa Teresa sono dunque ben chiari: se queste parole vengono da Dio è impossibile avere confusione, rimangono fortemente impresse nella memoria e portano sempre frutti di bene perché le sue parole non sono solo parole, ma parole e opere.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.