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Agi – Un week end di vocazione e responsabilità in vista della prossima Gmg

La prossima Giornata Mondiale della Gioventù sarà nel gennaio 2019 a Panama, che per date e distanze sarà un obiettivo proibitivo per moltissimi giovani europei. Per questo la Chiesa ha organizzato, per il prossimo week end, una due giorni di incontri, a Roma, con i giovani e per i giovani nelle giornate dell’11 e 12 agosto.

Per il pomeriggio – serata di sabato con Papa Francesco – saranno attesi 70.000 giovani, che, a ben guardare, sono tantissimi. Perché decidere di andare dal Papa invece che al mare, diciamocelo, non è cosa da poco. La Messa, a piazza san Pietro di domenica sarà celebrata da Bassetti, il Presidente della Cei, ma è chiaro che anche questo gesto di allontanare l’attenzione da sé, è un fatto di umiltà che attira molto i giovani.

Cosa fa Papa Francesco di così destabilizzante da leggere ogni sua parola – come fanno alcuni cattolici – ogni suo gesto, ogni sua parola come una minaccia di confusione? Ricorda che siamo cattolici perché “universali”,  che siamo di tutti perché siamo di Cristo, il galileo. Ci ricorda che Gesù ci precede in Galilea – così dice il vangelo –  e che la Galilea, lo spiegano gli esegeti, è la terra “fuori”, la terra di chi non è puro puro. Se oggi il Papa ci parla tanto di periferie è perché forse ci siamo fatti l’attico in centro, abbiamo barricato la nostra vita apostolica, la nostra vita di fede, la nostra vita, al centro, ai primi posti, ai posti dei primi, e l’abbiamo arredata di lucidi principi non negoziabili, di adamantini “non prevalebunt” e di specchiati valori inalienabili.  Ma Gesù non aveva case, cose, dove posare il capo, Gesù non era la tavola vivente delle leggi ma è la parola di Dio.


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Non ci sono abbastanza leggi giuste per esprimere la giustizia di Dio. Non ci sono abbastanza opere di misericordia per esprimere l’amore di Dio. Non c’è abbastanza vita per vivere eternamente. Ci vuole Gesù in ogni minuto, in ogni gesto, in ogni iota della legge, per potersi dire di Cristo. Papa Francesco dice che una vita di regole, di principi, di valori, seppur col bollino cristiano, non fanno un cristiano, che ci vuole Cristo: che non ci sono idee, per quanto esattamente virgolettate e copiaincollate, che possano farci cristiani. E questo attira molto i giovani.

Due anni fa in aereo dalla Gmg polacca aveva detto qualcosa di più esplosivo di quando disse “chi sono io per giudicare un gay”. C’era stato, il 26 luglio 2016, cioè proprio all’inizio della GMG, l’omicidio di Padre Hamel in chiesa a Rouen, e Francesco aveva detto che “ci sono musulmani che vogliono fare il Giubileo. Quando sono stato in Centrafrica sono andato da loro, l’imam è salito sulla papamobile. Si può convivere bene”. Capito? In Centrafrica c’erano musulmani che passavano la porta santa di Bangui e volevano fare il Giubileo. Dire queste cose attira i giovani.

Ed è importante, non secondario, che gli organizzatori dell’evento abbiano trovato un accordo con l’Ama per cui tutti i prodotti offerti durante l’incontro saranno biodegradabili e saranno i giovani a raccogliere i rifiuti e il cibo avanzato non sarà buttato ma verrà riciclato per chi ne avrà bisogno. Così il prossimo week-end la vocazione e la responsabilità non saranno solo parole ma atti. Atti di fiducia in cui si propone ai giovani di dare il meglio di sé, di operare concretamente per un mondo migliore. Cominciando a raccogliere le cartacce e a non buttare nulla.

Tratto da Agi

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Info autore: Mauro Leonardi

Mauro Leonardi
Prete, blogger e scrittore

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